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Al teatro Balbo di Canelli, il 25 marzo è prevista una giornata dedicata interamente alla cultura del paesaggio, che inizia con un vero e proprio convegno, prosegue con una ricca tavola rotonda e si conclude con uno spettacolo teatrale con protagonisti storymovers® e attori.

Interverranno numerosi relatori e ospiti che arrivano da realtà diverse: mondo accademico e culturale, teatro, istituzioni, promotori e organizzatori del turismo, consorzi di tutela del meraviglioso patrimonio enologico di queste terre.

  • prenotazione consigliata .
  • greenpass rafforzato obbligatorio e mascherina

Di seguito il programma dettagliato.

CONVEGNO: dalle 9,30 alle 15. 

INTERVERRANNO:

  • Piercarlo Grimaldi (antropologo, ex rettore Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo)
  • Davide Porporato (antropologo, professore dell’Università del Piemonte Orientale)
  • Gianpaolo Fassino (antropologo, professore dell’Università del Piemonte Orientale)
  • Ambrogio Artoni (antropologo – ex professore dell’Università di Torino)
  • Claudio Bernardi –
  • André Caréninì (antropologo, Centre d’éthnologie des Alpes Meridionales, Francia)
  • Ignazio Buttitta (antropologo Università degli studi di Palermo)
  • Fulvio Romano (antropologo, Università di Novara)
  • Gabriele Vacis (Regista e drammaturgo teatrale e cinematografico)
  • Prof.ssa Laura Bonato (antropologa, Università di Torino)

TAVOLA ROTONDA: dalle 15,30 alle 17,30 moderatore: Fabio Fassio – Teatro degli Acerbi

LE TRE TAVOLE TEMATICHE SARANNO COSÌ COMPOSTE

    1: “La rappresentazione del paesaggio”

  • Dott. Roberto Cerrato  (Ass. Paesaggi vitivinicoli Unesco)

  • Prof.ssa Laurana Lajolo (Fondazione Davide Lajolo)

  • Prof. Marco De Vecchi (Università di Torino – Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari)

  • Dott. Salvatore Leto

    2: “Turismo di collina: un patrimonio sostenibile”

  • Dott. Mauro Carbone (Direttore Ente Turismo Langhe Monferrato e Roero

  • Prof. Enrico Ercole (sociologo, Università del Piemonte Orientale)

  • Prof. Francesco Scalfari (direttore Uni Astiss)

  • Dott. Massimo Carcione (Presidente della comunità patrimoniale Faro Astesana)

  • Dott. Beppe Giordano (Ass. Strada del Vino Astesana)

    3: “Il vino e la felicità: una storia lunga e bella”

  • Consorzio Barbera d’Asti DOCG

  • Consorzio Altalanga DOCG

  • Consorzio Asti DOCG

SERATA TEATRALE-MUSICALE: “Memorie in scena” alle ore 21.

Con gli attori e gli storymovers del Teatro degli Acerbi e le incursioni musicali di Simona Colonna, Ricky Avataneo e Mauro Carrero.

Serata di presentazione del progetto LANDSCAPE STORYMOVERS – PIANO DI NARRAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL PAESAGGIO VITIVINICOLO ASTIGIANO DEL PATRIMONIO UNESCO DI LANGHE MONFERRATO E ROERO vincitore del Bando In Luce della Fondazione Compagnia di San Paolo. Proiezione di un estratto delle videointerviste ai “Testimoni del Paesaggio”, prima azione del progetto, testi e musiche tratti dallo spettacolo “Trilogia degli Spaesati – racconti epici di gente semplice” che nell’estate 2022 verrà portato in scena dal Teatro degli Acerbi sul nostro territorio.

Tutta la giornata è a ingresso libero e gratuito, nel rispetto delle norme anti-covid: a seguito del D.L.221/2021 l’accesso a Teatro sarà consentito esclusivamente ai soggetti muniti di Green Pass Rafforzato e di mascherina FFP2.

SI CONSIGLIA LA PRENOTAZIONE DEL POSTO PER LO SPETTACOLO – a fondo pagina 

IL CONCEPT

Il convegno “La festa in tavola. I teatri della terra: patrimoni di natura e umanità” in memoria del regista e drammaturgo Luciano Nattino intende affrontare un cruciale tornante della postmoderna società del presente. La terra, la condizione contadina, la campagna stanno vivendo un importante momento di trasformazione. La tradizione sta perdendo gli ultimi attori che ancora hanno interpretato il teatro della vita, il cerchio del tempo, la collettiva memoria della comunità, il gesto e la parola, l’oralità trasmessa di generazione in generazione, da padre in figlio, da nonno a nipote. Si tratta di un momento di cambiamento culturale, sociale ed economico che sembra porre in discussione anche lo stesso farsi evolutivo dell’umanità.

Raccogliere, custodire, narrare il futuro che sta scritto nel passato è un gioco di memoria inderogabile. I teatri dell’uomo che interpretano il circolare palcoscenico dell’anno e della vita devono pavesianamente ri-tornare a farsi terra e paese ri-portando in tavola la festa, il tempo dell’eterno ritorno, dell’eccezionalità e della quotidianità. Ritmi costitutivi di memorie, di riti, di feste, di cibi che hanno scandito una storia che va oltre la storia, una intrecciata mitologia in cui si può leggere una coscienza di natura e di ricercata umanità.

Le colline del Piemonte meridionale che guardano al mare sono un interessante laboratorio di cultura dove ancora la festa e il cibo di tradizione persistono, si reinventano, si risemantizzano in un processo armonico quanto ardito di rinnovate piccole patrie nel mondo altro della postmodernità.  Un paesaggio di costruzione/decostruzione materiale e immateriale di grande bellezza.  Un orizzonte anche di ricercata felicità per chi vuole venire a scoprirla e a viverla e per chi ha a cuore, custodisce l’ecodiversità e l’etnodiversità. Un patrimonio d’intangibile valorialità utile per cogliere e interpretare le traiettorie di futuro al fine di delineare nuovi indirizzi di senso indispensabili per affrontare l’aggressività climatica che sta minacciando il mondo e la stessa sopravvivenza dell’umanità.

Al teatro Balbo di Canelli, il 25 marzo è prevista una giornata dedicata interamente alla cultura del paesaggio, che inizia con un vero e proprio convegno, prosegue con una ricca tavola rotonda e si conclude con uno spettacolo teatrale con protagonisti storymovers® e attori.

Interverranno numerosi relatori e ospiti che arrivano da realtà diverse: mondo accademico e culturale, teatro, istituzioni, promotori e organizzatori del turismo, consorzi di tutela del meraviglioso patrimonio enologico di queste terre.

  • prenotazione consigliata .
  • greenpass rafforzato obbligatorio e mascherina

Di seguito il programma dettagliato.

CONVEGNO: dalle 9,30 alle 15

INTERVERRANNO:

  • Piercarlo Grimaldi (antropologo, ex rettore Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo)
  • Davide Porporato (antropologo, professore dell’Università del Piemonte Orientale)
  • Gianpaolo Fassino (antropologo, professore dell’Università del Piemonte Orientale)
  • Ambrogio Artoni (antropologo – ex professore dell’Università di Torino)
  • Claudio Bernardi –
  • André Caréninì (antropologo, Centre d’éthnologie des Alpes Meridionales, Francia)
  • Ignazio Buttitta (antropologo Università degli studi di Palermo)
  • Fulvio Romano (antropologo, Università di Novara)
  • Gabriele Vacis (Regista e drammaturgo teatrale e cinematografico)
  • Prof.ssa Laura Bonato (antropologa, Università di Torino)

TAVOLA ROTONDA: dalle 15,30 alle 17,30 moderatore: Fabio Fassio – Teatro degli Acerbi

LE TRE TAVOLE TEMATICHE SARANNO COSÌ COMPOSTE

    1: “La rappresentazione del paesaggio”

  • Dott. Roberto Cerrato  (Ass. Paesaggi vitivinicoli Unesco)

  • Prof.ssa Laurana Lajolo (Fondazione Davide Lajolo)

  • Prof. Marco De Vecchi (Università di Torino – Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari)

  • Dott. Salvatore Leto

    2: “Turismo di collina: un patrimonio sostenibile”

  • Dott. Mauro Carbone (Direttore Ente Turismo Langhe Monferrato e Roero

  • Prof. Enrico Ercole (sociologo, Università del Piemonte Orientale)

  • Prof. Francesco Scalfari (direttore Uni Astiss)

  • Dott. Massimo Carcione (Presidente della comunità patrimoniale Faro Astesana)

  • Dott. Beppe Giordano (Ass. Strada del Vino Astesana)

    3“Il vino e la felicità: una storia lunga e bella”

  • Consorzio Barbera d’Asti DOCG

  • Consorzio Altalanga DOCG

  • Consorzio Asti DOCG

SERATA TEATRALE -MUSICALE: “Memorie in scena” alle ore 21.

Con gli attori e gli storymovers del Teatro degli Acerbi e le incursioni musicali di Simona Colonna, Ricky Avataneo e Mauro Carrero.

Serata di presentazione del progetto LANDSCAPE STORYMOVERS – PIANO DI NARRAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL PAESAGGIO VITIVINICOLO ASTIGIANO DEL PATRIMONIO UNESCO DI LANGHE MONFERRATO E ROERO vincitore del Bando In Luce della Fondazione Compagnia di San Paolo. Proiezione di un estratto delle videointerviste ai “Testimoni del Paesaggio”, prima azione del progetto, testi e musiche tratti dallo spettacolo “Trilogia degli Spaesati – racconti epici di gente semplice” che nell’estate 2022 verrà portato in scena dal Teatro degli Acerbi sul nostro territorio.

Tutta la giornata è a ingresso libero e gratuito, nel rispetto delle norme anti-covid: a seguito del D.L.221/2021 l’accesso a Teatro sarà consentito esclusivamente ai soggetti muniti di Green Pass Rafforzato e di mascherina FFP2.

SI CONSIGLIA LA PRENOTAZIONE DEL POSTO PER LO SPETTACOLO – a fondo pagina 

IL CONCEPT

Il convegno “La festa in tavola. I teatri della terra: patrimoni di natura e umanità” in memoria del regista e drammaturgo Luciano Nattino intende affrontare un cruciale tornante della postmoderna società del presente. La terra, la condizione contadina, la campagna stanno vivendo un importante momento di trasformazione. La tradizione sta perdendo gli ultimi attori che ancora hanno interpretato il teatro della vita, il cerchio del tempo, la collettiva memoria della comunità, il gesto e la parola, l’oralità trasmessa di generazione in generazione, da padre in figlio, da nonno a nipote. Si tratta di un momento di cambiamento culturale, sociale ed economico che sembra porre in discussione anche lo stesso farsi evolutivo dell’umanità.

Raccogliere, custodire, narrare il futuro che sta scritto nel passato è un gioco di memoria inderogabile. I teatri dell’uomo che interpretano il circolare palcoscenico dell’anno e della vita devono pavesianamente ri-tornare a farsi terra e paese ri-portando in tavola la festa, il tempo dell’eterno ritorno, dell’eccezionalità e della quotidianità. Ritmi costitutivi di memorie, di riti, di feste, di cibi che hanno scandito una storia che va oltre la storia, una intrecciata mitologia in cui si può leggere una coscienza di natura e di ricercata umanità.

Le colline del Piemonte meridionale che guardano al mare sono un interessante laboratorio di cultura dove ancora la festa e il cibo di tradizione persistono, si reinventano, si risemantizzano in un processo armonico quanto ardito di rinnovate piccole patrie nel mondo altro della postmodernità.  Un paesaggio di costruzione/decostruzione materiale e immateriale di grande bellezza.  Un orizzonte anche di ricercata felicità per chi vuole venire a scoprirla e a viverla e per chi ha a cuore, custodisce l’ecodiversità e l’etnodiversità. Un patrimonio d’intangibile valorialità utile per cogliere e interpretare le traiettorie di futuro al fine di delineare nuovi indirizzi di senso indispensabili per affrontare l’aggressività climatica che sta minacciando il mondo e la stessa sopravvivenza dell’umanità.

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